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L'eco silenzioso dell'invisibile
La soglia delll'invisibile
“L’ecosilenzioso dell’invisibile ”: la soglia dell’invisibile
La ricerca pittorica di Gianpaolo Cappellosi colloca in una dimensione sospesa in cui il linguaggio figurativo si liberadella rappresentazione reale per trasformarsi in un’esperienza emotiva epoetica.
Le figure, i volti, i corpi e i paesaggi vengonoavvolti da una luminosa e sottile velatura cromatica che permetteall’immagine di trasformarsi e divenire il punto di partenza di un viaggio, lacui destinazione si trova oltre la realtà fisica.
È in questa luce che la poetica pittoricadi Gianpaolo Cappello trova compimento.
È qui che la pittura si fa esperienzatrascendente.
E’ qui che il dipinto smette di essere soltantola rappresentazione di un mondo reale e diventa quella soglia attraverso laquale l’osservatore,oltrepassando simbolicamente il visibile, sembra progressivamente sospendere iconfini dell’Io cosciente per entrare in relazione con una dimensione piùprofonda della propria interiorità, quella del Sé. Il dipinto assume, così, unafunzione liminale: la superficie pittorica si trasforma in uno spazio dimediazione tra coscienza e inconscio, tra esperienza fenomenica e dimensioneinteriore. La visione diviene successivamente un processo di conoscenza di sé,nel quale l’immagine non è solamente contemplazione ma forma di conoscenzaintrospettiva.
La pennellata, di conseguenza, è un “tramite”.
Il colore è respiro.
La luce è movimento
Questi tre elementi danzano nel silenzio dell’interioritàmentre viene compiuto questo viaggio oltre la realtà e, come scrisse MarthaGraham, «la danza appartiene al silenzio dello spirito, è una canzonedel corpo. Sia essa di gioia o di dolore, […] è un linguaggio nascostodell’anima». Parole, queste, che possono ben esprimere questo movimentopresente nelle opere di Cappello in quanto esse non sono solo materia fisica maun’energia armonica che fa emergere le emozioni dell’anima attraverso una danzasilenziosa fatta di luce e colore.
L’osservatore, quindi, entrando in contatto conl’opera si rende conto di non vedere più soltanto la descrizione oggettiva diun determinato momento ma una dimensione dinamica più personale e intima perché
… dietro ogni forma c’è una non forma,
… dietro ogni volto c’è una memoria.
… dietro ogni colore c’è un’emozione.
… dietro ogni luce c’è un’ombra.
E’ attraverso questa analisi che il quadrodiventa lo strumento per portare a compimento quel percorso iniziato nel momentoin cui l’osservatore si è approcciato all’opera stessa.
Oltre lo sguardo non èsoltanto il titolo di una mostra: è una dichiarazione tangibile della presenzadi un'altra dimensione… è l’invito di Gianpaolo Cappello a non soffermarsisoltanto sulla percezione visibile e a non considerare il visibile come unarealtà fine a se stessa. Le opere custodiscono la possibilità di arrivare aduna realtà trascendente in quanto l’immagine si trasforma in “esperienza” perchéessa non vuole svelare ma riconoscere l’invisibile all’interno del visibile erivalere il logos presente oltre la tela stessa.
La pittura di Cappello, quindi, va vista nellasua vibrazione materica perché l’artista dà forma a ciò che non ha forma, rendevisibile ciò che appartiene all’interiorità e trasforma l’emozione in unlinguaggio.
Ogni dipinto è una danza dell’anima dove laluce trova il suo compimento.
Oltre lo sguardo, dunque, non c’è semplicementeun altro mondo…
… c’è quel mondo interiore che abita già dentrodi noi.
Mariangela Bognolo
Critico e storico dell’arte
sabato 5 settembre 2026
Via Torre Belfredo, 1 - Mestre - Venezia - Italy
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